PER L’AMOR DI DIO CHE DIAMANTI!

Anticonformista, insofferente alle regole del mondo dell’arte e del mercato, Damien Hirst è in mostra a Venezia a Palazzo Grassi. Nato nel 1965 a Bristol, Hirst fa parlare di se già dai primi anni 80. Sin da ragazzo Damien è ossessionato dalle fragilità umane, prima fra tutte la paura della morte. Egli vuole esorcizzare e superare questo sentimento facendolo proprio attraverso le sue installazioni. E’ del 2007 la sua opera più controversa, “For the love of God”, in italiano “Per l’amor di Dio”. Il teschio umano del 1700 è fuso in platino e arricchito con 8.601 diamanti purissimi, nonchè un diamante rosa a forma di goccia posto sulla fronte. L’opera, costata 15 milioni di dollari, ha un valore commerciale di oltre 100. “For the Love of God” è stato definito il più ambizioso progetto di oreficeria mai realizzato in Gran Bretagna dopo quello eseguito per la Corona della regina.

For the love of God, 8601 diamanti purissimi

DIAMANTI: LE 4C

Se “For the love of God” è uno tra i lavori di oreficeria più di spicco di sempre lo si deve in gran parte agli 8601 diamanti che impreziosiscono l’opera. Ma come viene valutato oggi un diamante? Quali sono i fattori principali che ne stabiliscono il valore? Le 4c del diamante chiariscono tutti i dubbi a riguardo e dettano le linee guida: “Carat”peso, “Cut” taglio, “Clarity” purezza e “Colour” colore.

CARAT. Primo fattore utile, è il peso del diamante. L’unità di misura da prendere in considerazione è il carato, nell’antichità erano infatti utilizzati a questo scopo i semi del carrubbo (qirat). Un carato equivale a 0,2 grammi e può essere suddiviso in grani che equivalgono ad 1/20 di grammo ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato.

CUT. Il taglio di un diamante è una caratteristica che contempla sia la simmetria delle sue sfaccettature sia la proporzione della sua dimensione. Ci sono infatti dei parametri molto rigidi che il tagliatore deve rispettare, al fine di ottenere una pietra che offra il massimo in termini di brillantezza.

CLARITY. Per quanto riguarda la purezza, i diamanti vengono classificati in base al numero, alla grandezza e alla posizione delle impurità presenti all’interno della pietra. Tali inclusioni sono caratteristiche naturali che ogni diamante possiede, più piccole e nascoste sono nelle sfaccettature, più il diamante guadagnerà valore.

COLOUR. I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni. Per classificarli si utilizza una scala cromatica che da D (bianco neve) a Z (giallo pronunciato) presenta tutte le variabili. A differenza di quanto si creda infatti, esistono diamanti di vari colori. Oltre ai classici diamanti bianchi, si trovano in natura i diamanti gialli, arancioni, marroni, rosa, viola, verdi, blu e rossi, meglio conosciuti con il nome di Fancy Coloured Diamonds. Rispetto ai diamanti bianchi, l’elemento che determina il prezzo di questi diamanti è l’intensità del loro colore. Il fattore purezza infatti, anche se importante nella valutazione complessiva, è secondario.

le 4c per classificare i diamanti

Pelati Gioielli è lieta di presentarvi i diamanti, quelli più belli del mondo.

http://www.damienhirst.com/